“Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo.” (Luca 1, 42)
“Contempliamo la gloria di Dio riflessa su tutto il creato e sul volto del Figlio dell’Uomo l’eterna immagine del Padre.” (dalla Liturgia)
“Il mio cuore ripete il tuo invito: «Cercate il mio volto!» Il tuo volto, Signore, io cerco.” (Salmo 26)
“Una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco, gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa.” (Genesi 28, 12)
“L’icona è dipinta sulla luce, in cui viviamo, ci muoviamo, esistiamo. È lo spazio della realtà autentica.” (P. Florenskji)
Il termine Acheropita deriva dal greco a-keiro-poietos che significa ‘non fatto da mano d’uomo’.
Nella tradizione cristiana s’intendono con questo nome le immagini di Cristo non dipinte ma derivate da un suo diretto e miracoloso intervento. Per questa loro ‘autorevole’ origine, le acheropite diventeranno il prototipo di tutte le immagini del Volto di Cristo.
La tradizione attesta numerose immagini acheropite di Cristo ma le più conosciute e venerate sono la Veronica per l’Occidente e l’immagine di Edessa per l’Oriente. Si tratta di immagini che Gesù avrebbe impresso per contatto su un velo o su un fazzoletto, chiamato in Oriente mandylion.
Nell’iconografia, spesso il Santo Mandylion con la raffigurazione del volto di Cristo, come in questo caso, viene sorretto da due angeli: è un segno della formazione soprannaturale dell’immagine ma esprime anche la gloria del Signore Crocifisso e Risorto.