“Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo.” (Luca 1, 42)
“Contempliamo la gloria di Dio riflessa su tutto il creato e sul volto del Figlio dell’Uomo l’eterna immagine del Padre.” (dalla Liturgia)
“Il mio cuore ripete il tuo invito: «Cercate il mio volto!» Il tuo volto, Signore, io cerco.” (Salmo 26)
“Una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco, gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa.” (Genesi 28, 12)
“L’icona è dipinta sulla luce, in cui viviamo, ci muoviamo, esistiamo. È lo spazio della realtà autentica.” (P. Florenskji)
Raffaele significa “Dio guarisce”. L’Arcangelo Raffaele viene presentato nel libro di Tobia come compagno di viaggio, custode e intercessore del giovane Tobi, figlio di Tobia. Per comando di Dio, egli sconfigge il demonio Asmodeo e guarisce il padre di Tobi dalla cecità.
Gli attributi tipici di Raffaele sono lo scettro terminante con la scritta Santo, Santo, Santo, e il vaso, contenente gli unguenti dalle proprietà taumaturgiche, con l’immagine dell’Emmanuele.
Lo scettro oltre ad essere un segno di regalità, simboleggia il potere conferito da Dio ai suoi angeli e l’esecuzione immediata da parte loro della volontà divina. In questa icona, il Trisaghion (tre volte Santo) è stato sostituito dalla croce, mentre nel vaso il volto di Cristo adulto ha preso il posto dell’Emmanuele.