“Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo.” (Luca 1, 42)
“Contempliamo la gloria di Dio riflessa su tutto il creato e sul volto del Figlio dell’Uomo l’eterna immagine del Padre.” (dalla Liturgia)
“Il mio cuore ripete il tuo invito: «Cercate il mio volto!» Il tuo volto, Signore, io cerco.” (Salmo 26)
“Una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco, gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa.” (Genesi 28, 12)
“L’icona è dipinta sulla luce, in cui viviamo, ci muoviamo, esistiamo. È lo spazio della realtà autentica.” (P. Florenskji)
La Croce originale (XIII secolo), il cui corpo centrale si trova al Museo Nazionale di san Matteo a Pisa, proviene dalla chiesa di San Salvatore a Fucecchio (Firenze).
Nel riprodurre questa immagine, ho operato due modifiche, basandomi sull’iconografia coeva del Crocifisso ed anche su un’opera dello stesso Berlinghiero (la Croce di Tereglio): 1) le raffigurazioni dei santi nelle tabelle laterali sono state sostituite dall’immagine simbolica dei quattro evangelisti; 2) nel suppedaneo, è stata inserita l’immagine simbolica del teschio all’interno di una cavità rocciosa.
Rispetto ai crocifissi coevi, Berlinghiero realizzò un’immagine di forte impatto emotivo raffigurando il Crocifisso nella tipologia del Christus triumphans singolarmente affiancato dai due dolenti, la Madre di Dio e san Giovanni, anziché dalle storie o da motivi decorativi.
Il Cristo è raffigurato in posizione eretta e con gli occhi aperti del Risorto, vincitore della morte; la testa leggermente inclinata esprime la sua umiltà, la kenosis, l’abbassamento nell’incarnazione fino alla morte di croce. Lo sguardo è segnato da un’espressione di profonda mestizia, ripresa nella figura di san Giovanni, che si porta un lembo di stoffa al volto.