“Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo.” (Luca 1, 42)
“Contempliamo la gloria di Dio riflessa su tutto il creato e sul volto del Figlio dell’Uomo l’eterna immagine del Padre.” (dalla Liturgia)
“Il mio cuore ripete il tuo invito: «Cercate il mio volto!» Il tuo volto, Signore, io cerco.” (Salmo 26)
“Una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco, gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa.” (Genesi 28, 12)
“L’icona è dipinta sulla luce, in cui viviamo, ci muoviamo, esistiamo. È lo spazio della realtà autentica.” (P. Florenskji)
Questa icona è stata scritta per il Monastero delle Clarisse di Pistoia e l’immagine originale di riferimento appartiene alla Scuola di Novgorod (XV secolo).
L’istituzione della festa della Dormizione di Maria risale alla fine VII secolo.
Le notizie che abbiamo sulla morte e assunzione di Maria provengono dai testi apocrifi e dagli scritti dei Padri della Chiesa. “Il corpo di lei che aveva accolto Dio, accompagnato fuori casa e compianto tra canti d’angeli e di apostoli, fu posto in un tumulo nel Getsemani; in detto luogo il canto e gli inni degli angeli continuarono a risuonare senza sosta per tre giorni. Dopo il terzo, cessati i cori angelici, gli Apostoli presenti, poiché era mancato uno di essi (l’assente Tommaso), ed era giunto anche lui dopo quel terzo giorno e desiderava adorare il corpo che aveva accolto in sé Dio, aprirono il tumulo. E non riuscirono assolutamente a trovare il gloriosissimo corpo, cosicché, dopo avervi reperito solo le sue vesti funebri buttate lì ed intrise dell’ineffabile profumo che da esse promanava, riassicurarono il tumulo”. (Giovanni Damasceno)
Al centro dell’icona è raffigurata Maria stesa su un letto, regalmente rivestito di porpora e di rosso. Lo spazio orizzontale del sonno-morte si apre all’incontro con la figura di Cristo, verticale di luce che fa dell’icona una croce di gloria. Non è Maria che sale al cielo nella gloria, da sé sola, come siamo abituati a vedere nelle rappresentazioni occidentali, ma è Cristo, in tutta la sua gloria, che scende a prenderla. L’anima di Maria, che ha le sembianze di una bambina avvolta in fasce bianche, esce dal corpo per essere accolta tra le braccia di Cristo e portata in cielo.
Il tropario della festa raffigura il soggetto con queste parole: Nella maternità hai conservato la verginità e nella dormizione non hai abbandonato il mondo, o Madre di Dio; sei stata trasferita alla Vita essendo madre della Vita e con le tue preghiere liberi dalla morte le nostre anime.