“Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo.” (Luca 1, 42)
“Contempliamo la gloria di Dio riflessa su tutto il creato e sul volto del Figlio dell’Uomo l’eterna immagine del Padre.” (dalla Liturgia)
“Il mio cuore ripete il tuo invito: «Cercate il mio volto!» Il tuo volto, Signore, io cerco.” (Salmo 26)
“Una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco, gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa.” (Genesi 28, 12)
“L’icona è dipinta sulla luce, in cui viviamo, ci muoviamo, esistiamo. È lo spazio della realtà autentica.” (P. Florenskji)
Il prototipo originale di questa icona è la Vergine di Vladimir proveniente da Costantinopoli (XI secolo) che ora si trova nella Cattedrale della Dormizione di Mosca. Il grande iconografo russo Andrej Rublev (1360-1430) ne ha poi tratto una copia, riprodotta dalla sua scuola, reinterpretando l’originale ma senza perderne l’idea e il senso spirituale originario.
Il termine Eleousa significa Colei che ha pietà, che usa misericordia, caratteristica di Dio; il fatto che, nella lingua greca, questa parola sia usata come participio presente, indica un’azione costante, duratura. La Madre di Dio dunque è la Misericordiosa – come Dio – sempre, costantemente.