“Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo.” (Luca 1, 42)
“Contempliamo la gloria di Dio riflessa su tutto il creato e sul volto del Figlio dell’Uomo l’eterna immagine del Padre.” (dalla Liturgia)
“Il mio cuore ripete il tuo invito: «Cercate il mio volto!» Il tuo volto, Signore, io cerco.” (Salmo 26)
“Una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco, gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa.” (Genesi 28, 12)
“L’icona è dipinta sulla luce, in cui viviamo, ci muoviamo, esistiamo. È lo spazio della realtà autentica.” (P. Florenskji)
L’originale di questa icona fa parte dell’Acatisto alla Madre di Dio di Tichvin (Pskov, XVI secolo).
L’episodio della fuga in Egitto rivela, nella debolezza del bambino Gesù, nel suo bisogno di essere accudito e protetto, la realtà dell’Incarnazione del Figlio di Dio, vero Uomo. Nonostante il ruolo di Giuseppe, custode umile e obbediente, sia molto importante, al centro dell’icona rimangono ‘il Bambino e sua Madre’.