“Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo.” (Luca 1, 42)
“Contempliamo la gloria di Dio riflessa su tutto il creato e sul volto del Figlio dell’Uomo l’eterna immagine del Padre.” (dalla Liturgia)
“Il mio cuore ripete il tuo invito: «Cercate il mio volto!» Il tuo volto, Signore, io cerco.” (Salmo 26)
“Una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco, gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa.” (Genesi 28, 12)
“L’icona è dipinta sulla luce, in cui viviamo, ci muoviamo, esistiamo. È lo spazio della realtà autentica.” (P. Florenskji)
Anche questa icona è stata scritta, su mio disegno, dall’iconografa Britta Haggner, come dimostrativa ad un corso tenutosi presso il Laboratorio san Damiano a Pistoia, ed è attualmente proprietà del Monastero delle Clarisse.
Il modello originale, del 1500 circa, si trova al Museo di icone dell’Istituto Ellenico di studi bizantini e post-bizantini di Venezia.
“Donna, perché piangi? Chi cerchi?
Colui che tu cerchi, già lo possiedi e non lo sai? Tu hai la vera ed eterna gioia e ancora tu piangi? Questa gioia è nel più intimo del tuo essere e tu ancora lo cerchi al di fuori?
Tu sei là, fuori, a piangere presso la tomba. E lì io non sto morto, ma vi riposo vivo per sempre.
La tua anima è il mio giardino.
Avevi ragione di pensare che io fossi il giardiniere. Io sono il nuovo Adamo.
Lavoro nel mio paradiso e sorveglio tutto ciò che qui accade.
Le tue lacrime, il tuo amore, il tuo desiderio, tutte queste cose sono opera mia.
Tu mi possiedi nel più intimo di te stessa senza saperlo ed è per questo che tu mi cerchi fuori.
È dunque anche fuori che io ti apparirò, e così io ti farò ritornare in te stessa, per farti trovare nell’intimo del tuo essere colui che tu cerchi altrove”.
(Anonimo del XIII secolo, Meditatio de Passione et Resurrectione Christi, 38)