“Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo.” (Luca 1, 42)
“Contempliamo la gloria di Dio riflessa su tutto il creato e sul volto del Figlio dell’Uomo l’eterna immagine del Padre.” (dalla Liturgia)
“Il mio cuore ripete il tuo invito: «Cercate il mio volto!» Il tuo volto, Signore, io cerco.” (Salmo 26)
“Una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco, gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa.” (Genesi 28, 12)
“L’icona è dipinta sulla luce, in cui viviamo, ci muoviamo, esistiamo. È lo spazio della realtà autentica.” (P. Florenskji)
L’icona si ispira ad un affresco contemporaneo con le Nozze di Cana proveniente dalla Cattedrale ortodossa di san Serafino a Dallas (Texas, 2000-2009), opera di V. Grygorenko.
Come è tipico della composizione iconografica, siamo di fronte ad una sintesi spazio-temporale, per cui all’interno di un’unica immagine vengono raffigurati i diversi momenti dell’evento raccontato nel Vangelo di Giovanni (2, 1-11).
Troviamo dunque, a partire dalla nostra sinistra: Maria e Gesù, lo sposo e la sposa, un discepolo e il maestro di tavola. Davanti alla tavola, è raffigurato il servo mentre versa l’acqua nelle giare.
Il tema sottinteso dalle nozze, frequente nell’Antico Testamento, è quello dell’Alleanza di amore tra Dio e gli uomini, ripreso nel Nuovo Testamento per significare l’unione di Cristo con la Chiesa e simboleggiato da quell’acqua che Cristo trasforma nel vino ‘migliore’, servito alla fine del banchetto.