“Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo.” (Luca 1, 42)
“Contempliamo la gloria di Dio riflessa su tutto il creato e sul volto del Figlio dell’Uomo l’eterna immagine del Padre.” (dalla Liturgia)
“Il mio cuore ripete il tuo invito: «Cercate il mio volto!» Il tuo volto, Signore, io cerco.” (Salmo 26)
“Una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco, gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa.” (Genesi 28, 12)
“L’icona è dipinta sulla luce, in cui viviamo, ci muoviamo, esistiamo. È lo spazio della realtà autentica.” (P. Florenskji)
Il III Concilio ecumenico di Efeso (431) riconosce ufficialmente alla Vergine Maria il titolo di Theotokos – Madre di Dio , Colei che genera Dio, sottolineandone il ruolo fondamentale nel mistero della redenzione operata da Cristo e dando slancio al culto mariano.
Da questo momento, la grande venerazione da sempre attribuita alla Madre di Dio troverà espressione nella variegata produzione iconografica che si può ricondurre a tre fondamentali prototipi di origine bizantina, che costituiscono altrettanti tipi teologici: l’Orante (Colei che intercede), la Kiriotissa (la Madre di Dio in trono) e l’Odigitria (Colei che indica la Via), di cui questa icona è un esempio. E il cui modello originale, proveniente dal Monastero di Chilandari del Monte Athos, è tra i più belli.