“Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo.” (Luca 1, 42)
“Contempliamo la gloria di Dio riflessa su tutto il creato e sul volto del Figlio dell’Uomo l’eterna immagine del Padre.” (dalla Liturgia)
“Il mio cuore ripete il tuo invito: «Cercate il mio volto!» Il tuo volto, Signore, io cerco.” (Salmo 26)
“Una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco, gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa.” (Genesi 28, 12)
“L’icona è dipinta sulla luce, in cui viviamo, ci muoviamo, esistiamo. È lo spazio della realtà autentica.” (P. Florenskji)
Questa icona è stata scritta nel Laboratorio san Damiano presso il Monastero S. Stefano delle Clarisse di Pistoia. L’immagine originale di riferimento è un’icona dell’archimandrita padre Zinon.
Letteralmente Pantocratore significa “Colui che tutto sostiene”, il Reggitore dell’universo. È un nome attribuito a Dio, Padre e Creatore, e al Figlio in quanto Logos, Parola del Padre che “era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di Lui, e senza di Lui nulla è stato fatto di tutto ciò che esiste”(Gv. 1, 2 ss.).
Il Logos poi “si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi” (Gv. 1, 14), per cui a ragione possiamo attribuire questo titolo a Cristo, immagine del Padre, al quale ogni cosa è stata affidata.
Gesù Cristo, raffigurato come Pantocratore, è il Signore della vita, l’Onnipotente, il Re del mondo: con una mano benedice, nell’altra tiene il rotolo della Parola di cui solo l’Agnello di Dio può aprire i sigilli.