“Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo.” (Luca 1, 42)
“Contempliamo la gloria di Dio riflessa su tutto il creato e sul volto del Figlio dell’Uomo l’eterna immagine del Padre.” (dalla Liturgia)
“Il mio cuore ripete il tuo invito: «Cercate il mio volto!» Il tuo volto, Signore, io cerco.” (Salmo 26)
“Una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco, gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa.” (Genesi 28, 12)
“L’icona è dipinta sulla luce, in cui viviamo, ci muoviamo, esistiamo. È lo spazio della realtà autentica.” (P. Florenskji)
L’affresco con il Cristo – Angelo del Gran Consiglio al quale si ispira la nostra icona si trova nella chiesa di san Clemente a Ochrida, in Macedonia (XIII secolo).
Nell’iconografia generale dell’Emmanuele, questo tipo simbolico trae ispirazione dal libro di Isaia (9, 5-6). Il Cristo giovane e imberbe viene sulle nubi del cielo in tutta la sua gloria. Ai lati della mandorla celeste, ai quattro angoli della composizione, sono raffigurati i simboli degli Evangelisti, con il significato che la buona notizia di Cristo è stata annunciata in tutto il mondo.
L’Emmanuele viene raffigurato con la mano destra benedicente, mentre nella sinistra tiene un rotolo aperto sul passo del profeta Isaia (61,1) poi ripreso da Gesù che lo attribuisce a se stesso (Lc 4,18). Con la mano sinistra, Egli tiene anche la croce, simbolo della sua vittoria sulla morte. Anche il nimbo è segnato dalla croce, attributo esclusivo di Cristo, quale Signore crocifisso e risorto; richiamo alla Passione sono anche i segni delle stigmate, presenti nelle mani e nei piedi.