“Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo.” (Luca 1, 42)
“Contempliamo la gloria di Dio riflessa su tutto il creato e sul volto del Figlio dell’Uomo l’eterna immagine del Padre.” (dalla Liturgia)
“Il mio cuore ripete il tuo invito: «Cercate il mio volto!» Il tuo volto, Signore, io cerco.” (Salmo 26)
“Una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco, gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa.” (Genesi 28, 12)
“L’icona è dipinta sulla luce, in cui viviamo, ci muoviamo, esistiamo. È lo spazio della realtà autentica.” (P. Florenskji)
L’icona di san Fabiano Papa (III secolo) è stata scritta per la chiesa di Villa Ceccolini in Pesaro. Il santo è raffigurato in piedi e la sua figura è sovrastata da una cimasa con il Cristo Pantocratore benedicente.
Eusebio di Cesarea nella sua Historia Ecclesiastica (VI, 29), narra le circostanze straordinarie della sua elezione da semplice laico a vescovo di Roma: fra tutti coloro che erano convenuti a Roma per assistere all’elezione del papa, una colomba si posò proprio sul suo capo e questo fatto venne interpretato come una chiara indicazione da parte dello Spirito Santo.
Secondo il Liber Pontificalis, papa Fabiano divise Roma in sette distretti (diaconie), ognuno supervisionato da un diacono e nominò sette sottodiaconi per raccogliere, insieme ad altri notai, gli Atti dei martiri, cioè gli atti dei loro processi; inoltre, portò avanti molti lavori nei cimiteri. Durante il suo pontificato, durato quattordici anni, regnò la pace fino all’avvento dell’imperatore Decio che riprese le persecuzioni contro i cristiani. Papa Fabiano fu tra i primi ad essere imprigionato e lasciato morire di fame e di stenti nel carcere Tulliano il 20 gennaio del 250. Anche se non subì una morte violenta, fu sepolto e onorato come martire.
Nell’icona lo vediamo in abiti e attributi vescovili, la casula rosso porpora e il pallio, e portare una palma nella mano destra, simbolo del suo martirio.