“Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo.” (Luca 1, 42)
“Contempliamo la gloria di Dio riflessa su tutto il creato e sul volto del Figlio dell’Uomo l’eterna immagine del Padre.” (dalla Liturgia)
“Il mio cuore ripete il tuo invito: «Cercate il mio volto!» Il tuo volto, Signore, io cerco.” (Salmo 26)
“Una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco, gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa.” (Genesi 28, 12)
“L’icona è dipinta sulla luce, in cui viviamo, ci muoviamo, esistiamo. È lo spazio della realtà autentica.” (P. Florenskji)
Questa icona è stata soggetto di un corso tenutosi presso il Laboratorio San Damiano (Monastero delle Clarisse di Pistoia), all’interno delle iniziative per l’Anno Santo Jacopeo (2021).
È detto il Maggiore per distinguerlo dall’omonimo apostolo e cugino del Signore.
Figlio di Zebedeo e di Salome, nativo di Betsaida e pescatore, Giacomo, chiamato all’apostolato insieme al fratello Giovanni (l’Evangelista), nel 28 d.C. circa, lasciò tutto per seguire Gesù.
Era di carattere impetuoso, tanto da essere soprannominato da Gesù, insieme al fratello, boanerghès, cioè figlio del tuono (Mc. 3,17; Lc. 9, 52-56). Secondo la tradizione, predicò in Spagna ma senza tanto successo; tornato a Gerusalemme fu il primo apostolo a subire il martirio, decapitato per ordine di Erode Agrippa I verso il 42 (Atti 12,2). Le sue spoglie furono traslate a Compostella, località della Galizia, luogo di pellegrinaggio fin dal Medioevo, anche se il suo sepolcro fu scoperto solamente nel IX secolo.
San Giacomo è patrono anche di Pistoia, città che dal 1144 conserva una reliquia dell’Apostolo, dono del vescovo di Compostella al vescovo Atto, per intercessione di Ranieri, ecclesiastico pistoiese trasferitosi nella diocesi galiziana.
Questa icona costituisce un unicum, in quanto frutto dello studio e sintesi della tradizione iconografica riguardante l’apostolo Giacomo che è abbastanza diversificata. Qui è raffigurato negli abiti antichi dell’apostolo: tunica e mantello. Quest’ultimo è rosso, colore che richiama il carattere impetuoso del santo, ma soprattutto il suo martirio. È anche il colore che lo contraddistingue maggiormente nella tradizione e nell’immaginario dei pistoiesi. Con una mano egli tiene il rotolo della Parola, simbolo della predicazione apostolica e dell’annuncio della buona notizia del Vangelo nel mondo; con l’altra mano tiene il bastone del pellegrino, terminante con la conchiglia, simbolo caratteristico di san Giacomo Apostolo e Pellegrino.