“Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo.” (Luca 1, 42)
“Contempliamo la gloria di Dio riflessa su tutto il creato e sul volto del Figlio dell’Uomo l’eterna immagine del Padre.” (dalla Liturgia)
“Il mio cuore ripete il tuo invito: «Cercate il mio volto!» Il tuo volto, Signore, io cerco.” (Salmo 26)
“Una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco, gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa.” (Genesi 28, 12)
“L’icona è dipinta sulla luce, in cui viviamo, ci muoviamo, esistiamo. È lo spazio della realtà autentica.” (P. Florenskji)
Secondo la tradizione, Giorgio, figlio del persiano Geronzio e della cappadoce Policronia, che avevano stabilito la loro residenza in Palestina, fu educato cristianamente ed intraprese la carriera militare fino a diventare tribuno delle milizie. Durante la persecuzione di Diocleziano, Giorgio, lasciati gli abiti militari, distribuì i suoi beni ai poveri e si professò apertamente cristiano, rifiutando di sacrificare agli dèi davanti all’imperatore. Imprigionato, lo stesso Gesù gli apparve in carcere predicendogli sette anni di atroci sofferenze, tre volte la morte e la risurrezione. Subì e superò miracolosamente terribili supplizi e convertì molti di coloro che assistevano. Fu infine decapitato nel 303.
Il culto di san Giorgio, approvato da papa Gelasio nel 494, è antichissimo, diffusissimo e continuo, sia in Oriente che in Occidente.
È spesso raffigurato a cavallo mentre lotta per difendere la fanciulla dal drago, immagine desunta dal racconto sulla sua vita ma anche figura simbolica di Cristo stesso che difende la Chiesa e l’ortodossia dal pericolo delle eresie.