“Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo.” (Luca 1, 42)
“Contempliamo la gloria di Dio riflessa su tutto il creato e sul volto del Figlio dell’Uomo l’eterna immagine del Padre.” (dalla Liturgia)
“Il mio cuore ripete il tuo invito: «Cercate il mio volto!» Il tuo volto, Signore, io cerco.” (Salmo 26)
“Una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco, gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa.” (Genesi 28, 12)
“L’icona è dipinta sulla luce, in cui viviamo, ci muoviamo, esistiamo. È lo spazio della realtà autentica.” (P. Florenskji)
L’originale modello di riferimento per questa icona fa parte di una Deesis di Rublev, in gran parte andata perduta, ritrovata nel 1918 a Zvenigorod dal restauratore P. Ofchinikov in un deposito di legna, dipinta agli inizi del XV secolo per la Cattedrale di Zvenigorod dedicata alla Dormizione di Maria. Di questa Deesis sono rimaste solamente l’icona centrale del Cristo Pantocratore e le due laterali con i santi Paolo Apostolo e Michele Arcangelo, rovinate e poco leggibili in alcune parti.
San Paolo indossa l’himation (manto) porpora chiaro – colore dell’imperatore attribuito iconograficamente al saggio, e il chitone (tunica) blu – colore simbolo della incomprensibilità di Dio. È il colore portato dal Cristo Pantocratore e da tutti gli apostoli a indicare la loro comune chiamata – vocazione al ministero apostolico da parte di Dio.