“Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo.” (Luca 1, 42)
“Contempliamo la gloria di Dio riflessa su tutto il creato e sul volto del Figlio dell’Uomo l’eterna immagine del Padre.” (dalla Liturgia)
“Il mio cuore ripete il tuo invito: «Cercate il mio volto!» Il tuo volto, Signore, io cerco.” (Salmo 26)
“Una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco, gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa.” (Genesi 28, 12)
“L’icona è dipinta sulla luce, in cui viviamo, ci muoviamo, esistiamo. È lo spazio della realtà autentica.” (P. Florenskji)
Questa icona è stata scritta per Giovanni e Federica, in occasione del loro matrimonio.
Questa immagine ha come modello di riferimento un’icona russa della scuola di Novgorod nella quale la Madre di Dio in piedi, con il Bambino, è affiancata da san Biagio vescovo, la cui figura è stata sostituita con l’immagine di san Giuseppe.
Maria è raffigurata nel tipo dell’Odigitria, cioè la ‘Conduttrice’, Colei che indica nel Bambino Gesù il Salvatore dell’umanità. Anche Giuseppe, attraverso il gesto della mano aperta, indica al fedele il Bambino e sua Madre.
In Occidente, la festa della Santa Famiglia era già celebrata localmente fin dal XVII secolo. Con la riforma liturgica del Concilio Vaticano II venne fissata alla prima domenica dopo il Natale o, se il Natale cade di domenica, al 30 dicembre.