“Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo.” (Luca 1, 42)
“Contempliamo la gloria di Dio riflessa su tutto il creato e sul volto del Figlio dell’Uomo l’eterna immagine del Padre.” (dalla Liturgia)
“Il mio cuore ripete il tuo invito: «Cercate il mio volto!» Il tuo volto, Signore, io cerco.” (Salmo 26)
“Una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco, gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa.” (Genesi 28, 12)
“L’icona è dipinta sulla luce, in cui viviamo, ci muoviamo, esistiamo. È lo spazio della realtà autentica.” (P. Florenskji)
Santa Lucia è una vergine e martire siracusana. Il suo nome, dal latino lux, significa splendente, luminosa; è protettrice della vista. Il culto per questa giovane santa, morta agli inizi del IV secolo, si diffuse subito a Siracusa e oltre i confini della Sicilia. Nel 1039 il generale bizantino Giorgio Maniace, giunto a Siracusa per liberarla dal dominio arabo, decise di trasportare il corpo della santa a Costantinopoli per donarlo alla regina Teodora. Nel 1204, quando Costantinopoli fu conquistata dai crociati, il doge Enrico Dandolo portò le spoglie della santa a Venezia, dove sono tuttora venerate nella chiesa dei santi Geremia e Lucia.
In questa icona, la santa reca in una mano la palma, simbolo del suo martirio, e nell’altra tiene una lampada accesa: quella della vergine saggia e vigilante che va incontro a Cristo, suo Sposo, e illumina i credenti con l’esempio della sua vita unita a Cristo fino al dono totale di sé.