“Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo.” (Luca 1, 42)
“Contempliamo la gloria di Dio riflessa su tutto il creato e sul volto del Figlio dell’Uomo l’eterna immagine del Padre.” (dalla Liturgia)
“Il mio cuore ripete il tuo invito: «Cercate il mio volto!» Il tuo volto, Signore, io cerco.” (Salmo 26)
“Una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco, gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa.” (Genesi 28, 12)
“L’icona è dipinta sulla luce, in cui viviamo, ci muoviamo, esistiamo. È lo spazio della realtà autentica.” (P. Florenskji)
I santi vescovi e martiri Casto e Secondino sono venerati come patroni della città di Mondragone, in provincia di Caserta, anche se subirono il martirio nella vicina città romana di Sinuessa, nel III secolo. Da Mondragone, città sede di un importante castello dei Re di Napoli, il loro culto si estese anche in altre città e paesi limitrofi, tra cui Sessa Aurunca, Capua e Gaeta.
L’iconografia tradizionale li rappresenta giovani, e simili nell’aspetto. Caratteristiche che, pur con qualche leggera differenziazione, sono state mantenute nell’icona contemporanea dove sono raffigurati entrambi in abiti e attributi vescovili: la casula, il pallio e il Vangelo in mano. Il colore rosso della casula e la croce in mano, rimandano simbolicamente al loro martirio.