“Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo.” (Luca 1, 42)
“Contempliamo la gloria di Dio riflessa su tutto il creato e sul volto del Figlio dell’Uomo l’eterna immagine del Padre.” (dalla Liturgia)
“Il mio cuore ripete il tuo invito: «Cercate il mio volto!» Il tuo volto, Signore, io cerco.” (Salmo 26)
“Una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco, gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa.” (Genesi 28, 12)
“L’icona è dipinta sulla luce, in cui viviamo, ci muoviamo, esistiamo. È lo spazio della realtà autentica.” (P. Florenskji)
Questa icona è stata scritta in occasione della mostra di Arte Sacra Contemporanea “Trasfigurazione” (Pieve di San Piero in Bossolo – Tavarnelle Val di Pesa, 2015). L’icona raffigura il momento centrale del racconto evangelico.
Nella parte alta della composizione, è raffigurato Gesù in dialogo con Mosè ed Elia, i rappresentanti della Legge e dei Profeti che Cristo viene per portare a compimento. La loro morte misteriosa è preannuncio del passaggio di Cristo, oggetto della conversazione fra i tre.
La figura di Gesù è avvolta da una mandorla luminosa, segno della presenza di Dio, della sua gloria: da essa escono dei raggi che formano una croce, a sottolineare il legame di questo evento con la Passione di Cristo.
Nella parte bassa della composizione, troviamo Pietro, Giovanni e Giacomo rappresentati scomposti nelle loro figure per indicare il timore che coglie l’uomo davanti alla manifestazione del divino. Sullo sfondo la montagna, luogo biblico privilegiato per l’incontro dell’uomo con Dio.
L’icona si caratterizza per la sua trasparenza e luminosità, segno della manifestazione dello splendore divino agli uomini.