“Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo.” (Luca 1, 42)
“Contempliamo la gloria di Dio riflessa su tutto il creato e sul volto del Figlio dell’Uomo l’eterna immagine del Padre.” (dalla Liturgia)
“Il mio cuore ripete il tuo invito: «Cercate il mio volto!» Il tuo volto, Signore, io cerco.” (Salmo 26)
“Una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco, gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa.” (Genesi 28, 12)
“L’icona è dipinta sulla luce, in cui viviamo, ci muoviamo, esistiamo. È lo spazio della realtà autentica.” (P. Florenskji)
Questa icona fonde insieme i due tipi dell’Odigitria e della Vergine della Tenerezza.
La madre di Dio ci indica suo Figlio, il Verbo incarnato per la nostra salvezza: lo indica con la mano ma anche con lo sguardo. In prospettiva, c’è sempre l’idea della futura Passione di Gesù, quel dolore che trapasserà l’anima di Maria, profetizzato dal vecchio Simeone al momento della presentazione al tempio (Lc 2, 34-35), e che si riflette nel suo sguardo così intenso, rivolto a noi. Il gesto di tenerezza del Bambino che accosta il suo volto a quello della Madre, la guarda e le prende la gota con la mano sembra voler consolare Maria di questa pena che Ella porterà nel cuore, fino ai piedi della croce.