“Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo.” (Luca 1, 42)
“Contempliamo la gloria di Dio riflessa su tutto il creato e sul volto del Figlio dell’Uomo l’eterna immagine del Padre.” (dalla Liturgia)
“Il mio cuore ripete il tuo invito: «Cercate il mio volto!» Il tuo volto, Signore, io cerco.” (Salmo 26)
“Una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco, gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa.” (Genesi 28, 12)
“L’icona è dipinta sulla luce, in cui viviamo, ci muoviamo, esistiamo. È lo spazio della realtà autentica.” (P. Florenskji)
Questa icona è stata scritta per il Monastero Santa Teresa delle Carmelitane di S. Andrea in Villis di Fano (Pesaro).
L’icona di Kazan ha sempre goduto di grande venerazione presso il popolo russo, che ne impetrava il soccorso soprattutto per ottenere la vista ai ciechi, divenendo l’icona di famiglia degli zar, tanto che l’ultimo gesto di Nicola II fu quello di consacrarle l’impero russo.
Esistono diverse copie della Kazan: una di esse, durante la rivoluzione bolscevica (1917-’18), fu portata negli Stati Uniti e, da qui, dopo svariate vicissitudini, giunse fino a Fatima, in Portogallo. I proprietari dell’icona decisero poi di donarla a papa Giovanni Paolo II, il quale ne fece oggetto di profonda devozione personale pregando in particolare davanti a questa icona per la salvezza del popolo russo e l’unità di tutti i cristiani.
Nel 2004, Giovanni Paolo II riconsegnò la venerata icona al popolo russo nella persona del patriarca Alessio II.