“Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo.” (Luca 1, 42)
“Contempliamo la gloria di Dio riflessa su tutto il creato e sul volto del Figlio dell’Uomo l’eterna immagine del Padre.” (dalla Liturgia)
“Il mio cuore ripete il tuo invito: «Cercate il mio volto!» Il tuo volto, Signore, io cerco.” (Salmo 26)
“Una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco, gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa.” (Genesi 28, 12)
“L’icona è dipinta sulla luce, in cui viviamo, ci muoviamo, esistiamo. È lo spazio della realtà autentica.” (P. Florenskji)
L’icona originale dalla quale è ripresa la nostra immagine è una Vergine in trono con il Bambino e due angeli che si trova nella National Gallery of Art di Washington, opera di un autore anonimo italo – bizantino, datata tra la fine del 1200 e gli inizi del 1300.
Questa icona della Madre di Dio è riconducibile al tipo dell’Odigitria, cioè la Conduttrice, Colei che indica nel Bambino Gesù che tiene fra le braccia il Salvatore dell’umanità. Il Bambino, mentre rivolge lo sguardo verso la Madre, con la mano destra benedice, nella sinistra tiene il rotolo della Scrittura.
La veste di Maria è interamente illuminata dalla tessitura dorata dell’asist, che esprime l’idea della luce divina in quanto riflesso e partecipazione alla santità di Dio, e sottolinea ulteriormente la gloria e la regalità della Madre di Dio.