“Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo.” (Luca 1, 42)
“Contempliamo la gloria di Dio riflessa su tutto il creato e sul volto del Figlio dell’Uomo l’eterna immagine del Padre.” (dalla Liturgia)
“Il mio cuore ripete il tuo invito: «Cercate il mio volto!» Il tuo volto, Signore, io cerco.” (Salmo 26)
“Una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco, gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa.” (Genesi 28, 12)
“L’icona è dipinta sulla luce, in cui viviamo, ci muoviamo, esistiamo. È lo spazio della realtà autentica.” (P. Florenskji)
Nell’aureola, o nimbo, che circonda il volto di Cristo, è inscritta la croce nei cui bracci (solo tre sono visibili) si leggono le tre lettere greche «Ο ΩN» che significano «Colui che è», il nome sacro di Dio rivelato a Mosè sul Sinai e che ritroviamo anche nel libro dell’Apocalisse (1,8). La croce segnata nell’aureola e il nome di Dio sui suoi bracci significano che questo è il volto del Signore Dio incarnato, morto e risorto per la nostra salvezza.
A lato della figura troviamo le iscrizioni, in greco contratto, con il nome Gesù (IECOUC) Cristo (XPICTOC).